Consigli per l’utilizzo dell’amplificatore per chitarra

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Consigli per l’utilizzo dell’amplificatore per chitarra

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Quando inizi ad imparare a suonare la chitarra, fin da subito ti accorgi di quanto sia importante diventare scaltro nell’uso dell’apposito amplificatore per chitarra. La chitarra infatti, fa coppia fissa con l’amplificatore e con esso è in simbiosi.
Quando suoni, il ‘sound’ che ottieni è uno degli elementi più importanti a cui prestare attenzione. Che tu sia un chitarrista alle prime armi o un chitarrista esperto, sai già che la qualità del suono è fondamentale, tanto quanto la voce in una persona: il sound di un chitarrista è come l’abito che fa il monaco. Avere un buon sound, quindi, significa essere un chitarrista migliore, e il tuo sound comincerà ad essere riconosciuto come tuo marchio di fabbrica.
Ecco perché “utilizzare l’amplificatore per la chitarra” è una delle cose più delicate per chi inizia ma anche per chi è già ad un livello più avanzato. Perché si continua ad aggiustare il suono nel corso dei mesi e degli anni. Primo segreto dunque: non accontentarsi mai! Impara ad ascoltarti sempre con le orecchie di un ascoltatore esterno!
Con questo articolo ti spiegherò, per filo e per segno, a cosa serve l’amplificatore (in breve), e poi mi soffermerò sia sulle regole e i settaggi di base necessari, sia su quali sono eventualmente i trucchetti per variare queste regole ed ottenere così il tuo sound personalizzato.

A cosa serve l’amplificatore
L’ amplificatore per chitarra ha lo scopo di lavorare sul segnale proveniente dal pick-up della chitarra, molto flebile, quasi inesistente (in termini tecnici: dà ‘gain’, cioè guadagno, spessore, al segnale), e di aumentarne il volume fino a renderlo per così dire manipolabile in vari modi (questa fase è detta pre-amplificazione). In questa prima fase, l’amplificatore ha lo scopo di creare il tipico suono della chitarra, tramite un processo di equalizzazione (ecco perché un amplificatore per chitarra è diverso da uno per la voce o per basso).
L’amplificatore ha poi lo scopo di amplificare la dinamica (volume) della chitarra (questa seconda fase è detta amplificazione di potenza e viene espressa in Watt). È la parte in cui avviene l’effetivo potenziamento del volume.
Infine arriva l’ultimo scopo, quello reso possibile dai coni o casse, dell’amplificatore. Questa ultima fase (altoparlante) ha il compito di produrre il suono verso l’esterno, di trasformarlo in vere e proprie onde sonore; qui il suono che può essere manipolato nel volume, nel riverbero, nella distorsione e negli altri effetti.
L’ “amplificatore per chitarra” può essere di due tipi: a transistor o a valvole, a seconda dei gusti personali, del costo e della resa sonora. Attenzione anche al tipo di sistema di assemblaggio dell’amplificatore, che può avere un sistema combo, rack, o stack. Anche in questo caso la scelta dipende dal gusto personale e dalle esigenze.

Come utilizzare l’amplificatore per la chitarra: collegamenti

Cominciamo con i passi da fare per collegare la chitarra elettrica o acustica all’amplificatore.

(A) Il primo passo è il collegamento del cavo con jack maschio (da 6 mm) da una parte all’uscita della chitarra, dall’altro all’entrata dell’amplificatore. Questo passo va eseguito ad amplificatore spento, fondamentale per non rovinare la strumentazione. Alcuni amplificatori hanno più entrate per permettere il collegamento di più chitarre, oppure due canali, uno per un segnale pulito (clean), l’altro per un segnale distorto (lead). Il secondo cavo presente nell’amplificatore serve per l’alimentazione dell’amplificatore dalla presa della corrente. Nel caso tu voglia usare una pedaliera per gli effetti, la inserirai nella catena chitarra → collegata a pedaliera → collegata ad ampificatore. Nel caso di amplificatori con testata e cassa separati, dovrai collegare l’ampli alla cassa utilizzando un cavo specifico, che non è quello del jack!
(B) A questo punto accenderai l’amplificatore, solitamente tramite un interruttore di accensione on-off. Negli amplificatori a valvole troverai un interruttre di ‘Power’ e uno di ‘Standby’; in questo caso prima azioni il Power, poi – dopo aver atteso che la valvole si siano scaldate – accenderai il tasto Standby.
(C) La regolazione del volume è una fase facile se usi un amplificatore con sistema semplice, un pochino più complicata se usi un amplificatore con le manopole Pre e Post (in alcuni “amplificatori per chitarra” trovi Drive e Master). Che significa? Questi ampli ti permettono di regolare il volume del segnale prima della fase di Potenza (con la manopola Pre), e dopo (Post). Con il Pre, puoi influire anche in maniera pesante sul volume generale del segnale, perché se esageri puoi avere una distorsione del segnale (naturalmente puoi anche decidere di usare apposta questo effetto naturale!). La manopola Post non genera distorsione, ma influisce anch’essa sul volume. Prova diverse combinazioni: ad esempio con il Pre molto alto e il Post molto basso, o con il Pre basso (non distorto) e il Post al massimo.
(D) A questo punto puoi iniziare ad “utilizzare l’amplificazione per chitarra” giocando sul timbro, sul colore dello strumento amplificato. Questo lo ottieni grazie all’equalizzazione, generata dalla manopola Tone. Con il Tone alto, evidenzi le frequente acute nello spettro armonico di ciascun suono della chitarra, e di conseguenza ottieni un suono più brillante: mentre con il Tone basso al contrario fai sentire di più le frequenze dello spettro armonico pià basse. Questo dipende dal tuo gusto e dal genere musicale che stai suonando.
(E) Puoi anche giocare (se presenti nell’ampli) con i due canali, pulito (clean) e distorto (lead).
(F) Naturalmente, se l’amplificatore che possiedi ha altri controlli, divertiti a sperimentare con tutti. Per esempio, puoi trovare il riverbero, il delay, il chorus, il tremolo.

Suono bello alla fonte? Suono bello in uscita! E viceversa!
C’è una frase utilizzata dagli addetti ai lavori nella musica, nei video, nel cinema, ecc. shit in shit out! Come puoi facilmente immaginare, il suo senso è: fai un suono bello? Uscirà un suono bello! Fai un suono “brutto”? Uscirà un suono da schifo. Quindi, come abbiamo visto qui sopra, imparare a padroneggiare tutte le varie possibilità di un amplificatore ti porta ad ottenere un ottimo suono che poi si tradurrà in un ottimo suono per chi ti ascolta.
Bisogna infatti ricordare che una parte importante ce l’ha anche il mixer. Nel caso tu voglia registrare e suonare live fin da subito, questo ha un potere molto forte. Però, appunto, se il suono non è buono fin dalla tua regolazione di base nell’ampli, il mixer non può fare miracoli! Ecco perché ti serve un buon orecchio per giudicare il tuo suono prodotto con l’ampli, ma anche un ulteriore orecchio, per così dire, per sentire il risultato finale che sentirà anche il pubblico.
Naturalmente, un suono ‘brutto’, distorto, sporco, può essere voluto, e può sposarsi bene con alcuni generi. Ma devi diventare cosciente di cosa vuoi fin dall’inizio.
Il primo consiglio allora è di avere un bel suono semplice e di base. Lavora quindi sul punto C del capitolo precedente. Sperimenta, ascoltati, registrati e chiedi agli altri cosa ne pensano. Poi passa al punto D, pulito e distorto, e così via. Il tuo gusto può variare anche se suoni un assolo o se suoni come chitarrista ritmico. Insomma: sperimenta e divertiti!

L’ambiente e l’ amplificatore per la chitarra

La scelta dell’amplificatore cambia molto a seconda dello spazio in cui lo utilizzi. Un amplificatore di piccola potenza, per esempio di 10-20 Watt, è adatto a un piccolo spazio, ad una stanza di dimensioni ridotte. Mentre per i grandi spazi naturalmente l’amplificatore dovrà avere maggiore potenza, 100 Watt.
Con gli amplificatori a cassa aperta è consigliabile appoggiarli ad un muro in modo che il muro retrostante blocchi la propagazione a 360° del suono. Per gli amplificatori compatti invece, questi vanno posizionati ad una certa altezza; potrai procurarti dei supporti, come delle aste, oppure semplicemente appoggiarli sopra ad un tavolo. Ma anche in questo caso, ti consiglio di sperimentare sempre. Prova a posizionare l’ampli a terra e poi alzato, e senti che differenza fa.
In ogni caso, un amplificatore non va mai ostacolato da oggetti ingombranti, o inserito in cassettoni, mobili ad ante, ecc, altrimenti se ne rovina l’effetto di propagazione.

Carattere e personalità: ad ogni chitarra il suo amplificatore!

Questo naturalmente è un altro punto importante: in molti mi chiedono se va bene “usare un’amplificatore da chitarra” elettrica anche per un’acustica e una semi-acustica. Diciamo subito che sono diversi, perché lo spettro sonoro che ne esce è diverso, dato che appunto sono strumenti diversi. Però è vero che esistono amplificatori che funzionano per entrambe le chitarre. Qui dipende un po’ da te e dai tuoi gusti. Se sei un musicista che usa entrambe le chitarre, allora va bene. Però devi tenere presente che i settaggi variano dalla chitarra elettrica a quella acustica. Quindi io personalmente preferisco consigliare amplificatori separati, uno per la elettrica, l’altro per l’acustica.

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